Tuscumbia, Alabama: Helen Keller è cieca e sorda dalla nascita, e fino all'età di sei anni viene cresciuta dai genitori Kate e Arthur, che assecondano ogni suo capriccio. La bambina arriva così a permettersi qualsiasi cosa, mangia con le mani, distrugge gli oggetti e butta per terra i fogli su cui lavora il padre. Pur amandola molto, il padre e il fratellastro non riescono più a sopportarla. Pensano persino di farla rinchiudere in un ospizio per malati mentali, ma le disperate richieste della madre li convincono a contattare un centro di Boston, chiedendo l'invio di una persona che si occupi della scatenata Helen.
Dalla grande città giunge una giovane donna, Annie Sullivan, alle prime armi ma molto determinata e segnata da un'infanzia alquanto difficile. Anche lei era cieca, e ha passato diversi anni in manicomio nelle condizioni più disumane. Sin dai primi contatti con Helen si rende conto dell'intelligenza della piccola, vanificata dai continui capricci cui nessuno ha mai opposto resistenza. Annie decide quindi di imprimere una svolta radicale alla sua vita disordinata, lottando in tutti i modi per insegnarle la disciplina. Questi metodi non sono però apprezzati dai genitori della bambina, i quali non credono che il comportamento della figlia possa migliorare. Propensi a licenziare l'energica maestra, vengono infine dissuasi dalle sue argomentazioni. Annie chiede di poter lavorare con Helen in completa solitudine per un periodo, lontano dalla presenza dei cari, in modo tale da impartirle una nuova educazione.
I Keller abitano in una grande tenuta di campagna, all'interno della quale si trova una baracca semi-abbandonata e sufficientemente distante dalla loro abitazione. Per Annie è il luogo ideale, e così maestra e allieva vi si insediano per un paio di settimane. Tutto l'impegno della donna bostoniana si scontra per un periodo contro un muro di indisciplina, ma, con il passare dei giorni, la bambina comincia ad accettare alcune restrizioni: beve nel bicchiere, modera le proprie intemperanze e impara l'ubbidienza. Tuttavia, non riesce ancora a collegare le parole insegnate (e ripetute con i gesti dell'alfabeto per i muti) con l'ente che esse designano.
Al termine delle due settimane, Kate si mostra ansiosa di riabbracciare la figlia. A nulla valgono le nuove insistenze dell'istitutrice, conscia di aver svolto solo una parte del proprio lavoro. Helen viene riportata a casa: per i genitori è sufficiente averne moderato i comportamenti e averle insegnato la pulizia. Tuttavia, durante un pranzo con tutta la famiglia, alla presenza anche della zia e del fratellastro, la piccola dà nuovamente l'idea di voler riprendere le vecchie abitudini. Annie, allora, la strappa con forza dall'indulgenza del padre e della madre e la conduce in giardino, moltiplicando i suoi sforzi per portarla a collegare le parole con le cose. D'improvviso, Helen pronuncia la parola "acqua", manifestando di aver capito la lezione. È il primo grande passo verso una vita autonoma, mentre i Keller, riconoscenti verso la maestra, sommergono Helen in un grande abbraccio. Più tardi, è la stessa bambina a raggiungere Annie, baciandola con gratitudine nella scena finale.
(preso da Wikipedia)
Inoltre, vi allego una scena dell'omonimo film, intitolata 'Il tovagliolo piegato'
mercoledì 8 gennaio 2014
lunedì 6 gennaio 2014
Helen Keller
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venerdì 3 gennaio 2014
Tadoma
l tadoma è metodo comunicativo che si individua attraverso il riconoscimento
dei suoni vocali, si forma appoggiando il pollice sulle labbra e il
palmo della mano sulle guance di chi parla. Le diverse forme che
acquisirà la bocca e le labbra per ogni suono emesso ne permette la
comprensione attraverso il tatto.
venerdì 27 dicembre 2013
Lis tattile
La LIS
è la nota comunicazione dei segni che viene utilizzata nelle persone
sorde, per far si che anche le persone sordociehe possono utilizzare
esso come strumento comunicativo con gli altri esseri umani hanno
aggiunto uso del senso del tatto. In questo modo chi ascolta tocca
con le proprie mani le mani di chi parla, percependo così il segno
comunicato.
venerdì 20 dicembre 2013
Lo stampatello sulla mano
Lo Stampatello
sulla mano è il
metodo più semplice ed immediato da utilizzare con persone
sordo-cieche. Consiste nel scrivere nel palmo della mano della persona
sordocieche attraverso le nostre dita. Questo metodo comunicativo
viene spesso utilizzato verso le persone che hanno avuto la vista ma
che per cause maggiori come ad esempio la malattia incidente ,non
hanno più il senso della vista.
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venerdì 13 dicembre 2013
Braille
Il
Braille è un metodo di lettura e scrittura utilizzato dalle persone
non vedenti e dalle persone sordo-cieche
completamente
prive di vista. Ogni lettera dell’alfabeto o numeri.
Corrisponde
da una diversa posizione e numerazione de punti in base ad ogni
lettera , in una casella rettangolare.
La
lettura viene eseguita dall'indice della mano destra, seguito da
quello della mano sinistra che ha compito di guidare alla
corrispondenza delle righe.
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venerdì 6 dicembre 2013
Dattilologia
La dattilologia è il
modo di comunicare attraverso i movimenti delle dite delle mani con
le persone sordocieche. E' chiamato anche alfabeto manuale in quanto ogni
gesto delle dita corrisponde ad una lettera dell'alfabeto. La
dattilologia viene normalmente usata in concomitanza con altri
sistemi (visivi o tattili), come ad esempio la Lingua dei Segni;
Per trasmettere un messaggio si esegue con la mano destra all’altezza
del viso della persona sordocieca (se ha un residuo visivo) o
tattilmente sul suo palmo.
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